mercoledì 4 gennaio 2012

L’italia, la fine originale

L’italia, la fine originale
di David Gilmour – 4 gennaio 2012
[Articolo originale "L'Italie, la fin originelle" di David Gilmour]
Pubblicato in: Francia
Traduzione di ItaliaDallEstero.info




L’Italia è in rovina, sia politicamente sia economicamente. Di fronte a un massiccio debito pubblico e alle defezioni all’interno della propria coalizione in Parlamento, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, la più importante figura politica al governo dai tempi di Benito Mussolini, a metà novembre ha rassegnato le dimissioni. Ma le preoccupazioni dell’Italia non si riferiscono soltanto alle pietose performance politiche di Berlusconi e alle sue cavolate: nel paese, l’identità nazionale è fragile e sono ormai pochi gli italiani che credono nei suoi miti fondatori. Da qui nascono tutti i problemi.

Federali_mattino_4.1.12. Vamos Espartaco---Fitch ha rivisto al ribasso le stime di crescita per il Pil spagnolo, portandole per il 2012 e il 2013 rispettivamente allo 0% e all'1%.---Nel terzo trimestre 2011 il tasso dei senza lavoro si è attestato al 21,52% lasciando alla Spagna il non invidiabile record tra i Paesi industrializzati.---Ecco di seguito le principali misure adottate dal nuovo governo conservatore spagnolo guidato da Mariano Rajoy per far fronte a una crisi del debito che stando agli ultimi dati sarebbe più grave di quanto inizialmente stimato, con un rapporto deficit-Pil per il 2011 dell'8% invece del 6% previsto.

Pompei, arrivano i rinforzi: ecco tredici archeologi per la salvaguardia del sito
Parma, padania. Regione: 2,1 mln per Dop e Igp
Aumento gasolio devastante per l’agricoltura
Spagna, ecco il pacchetto anticrisi del governo Rajoy
Spagna, disoccupati ancora in crescita: senzalavoro ai massimi dal 1996
Spagna: Fitch, prevede crescita zero per Pil in 2012
Atene minaccia: «Grecia fuori dell'euro senza seconda tranche da 130 miliardi»
Ungheria, migliaia in piazza contro la nuova Costituzione proposta da Viktor Orban
Corsa delle banche ai prestiti
Svizzera. Le banche hanno un’anima?