Il Paese diviso dalle bugie sul Mezzogiorno, Antonio Galdo
gente da cui i padani non possono trarre alcun profitto, e nessun prigioniero. E' guerra etnica, buona giornata.
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mercoledì 27 novembre 2013
Caro Lei, e’ proprio la memoria che non ci difetta, a molti di noi: memoria personale e collettiva. Quello che abbiamo visto ed abbiamo letto, quello che ci hanno raccontato ed abbiamo patito. E non condividiamo niente, caro Lei, non riconosciamo niente di niente. Mi permetto di consigliarLe di rileggere - con onesta’ - la Sua vita, alla luce del Suo articolo “patriottico”. Buona notte Signor meridionale
martedì 26 novembre 2013
Pe chi fosse interessato alla definizione psico-antropologica ed empirica del meridionale, ne proponiamo un prototipo: Don Onofrio l’intronato, sognatore della California del Sud, di Cenerentola sulla supercazzola del Boing, dell’Alta Velocita’ per uno sgabello al Foro Romano, esultatore scomposto perche’ considerato “meridionale penultimo e non utlimo” per Grazia Ricevuta dall’Alto del Cielo delle 2 Grandi Firme in passerella. Don Onofrio s’e’ scolato un paio di eccellenti bottiglie di Primitivo? Forse, ma vive fuori dalla realta’, si accartoccia per eplodere nella lettura di numeretti malamente assemblati, retorici, buoni per la Festa del SS. Patrono ed i Fuochi Pirotecnici a Mezzanotte. L’intronato, un prototipo del tipo meridionale
Rizzo,
Stella e l’eccezione pugliese, di Onofrio Introna Presidente del Consiglio regionale pugliese
lunedì 25 novembre 2013
Siam d’accordo: l’unico meridionalismo, meridionalista e meridionale buono, e’ quello morto
Il buon meridionalismo ne’ lottare ne’ piagnucolare, Marco Rossi Doria
Cosi’ va a fondo il Sud, Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella
Nella Terra dei fuochi dove brucia anche la speranza, Roberto Saviano
domenica 24 novembre 2013
Bertoldo Bertoldino e Cacasenno
Risarcire chi resta senza terreni
“Prodotti campani bio e dop? I controlli non tolgono le paure”, Luciano
Pignataro
sabato 23 novembre 2013
venerdì 22 novembre 2013
giovedì 21 novembre 2013
martedì 19 novembre 2013
Un ministro che pensa poco e parla molto: si chiede cosa vuol realmente dire “l’esercito nella terra dei fuochi”?. Cosa implica? Le stesse “cose” che accadono in tutto il resto del mondo dove i contingenti militari presidiano un qualsiasi territorio: svalutazione dei terreni, della produzione agraria, terziarizzazione da quattro soldi, parassitismo alcol droga e prostituzione galoppanti. Deindustrializzazione, calo della produzione, inflazione, impieghi temporanei e squalificati. L’esercito e’ fatto per uccidere il nemico, non per agonizzare le popolazioni locali ed agonizzarsi nell’inedia forzata, girando continuamente su una camionetta scoperta in un percorso prestabilito. Prestabilito da altri.
L’emergenza e’ solo un grido mediatico. La forma del genocidio no. Se non si e’ ancora capito: quei terreni fanno gola a tanti. Per ragioni di “marchio/marca d’origine territoriale”. Gli abitanti no, creano problemi. Tirare la somma ed esce fuori il programma: inquinare a basso costo, svalutazione immobiliare, deportazione a spese del deportato, acquistare a bassissimo costo, bonifica a spese dello stato, campagna mediatica sul risanamento, sfruttamento delle risorse locali a basso costo. Alto rendimento dell’investimento con la vendita di prodotti ad alta immagine di qualita’. E’ la storica logica padana, bellezza. Lo hanno fatto tante volte, dal 1861
lunedì 18 novembre 2013
C’e’ il meridionale e chi non e’ meridionale di nessuno
Il pane della camorra cotto col legno delle bare, Conchita Sannino
asterisco. Professo’, ma perche’ e’ venuto a Napoli?
venerdì 15 novembre 2013
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